Bioclimatica dei trulli

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  • Bioclimatica dei trulli

    “Lo studio dell’architettura vernacolare ci porta a conoscere come in un edificio tradizionale di una data area geografica la forma, la struttura, il proporzionamento degli spazi, le aperture e l’orientamento siano, in generale, elementi rispondenti alle sollecitazioni del clima”

    Che la massiccia costruzione del trullo avesse motivazioni non solo strutturali ma anche climatiche non è   un’ intuizione recente. In un delizioso articolo comparso sul National Geographic magazine del febbraio 1930 il Sig. Paul Wilstach descrive le sue impressioni sulle Stone Beehive homes of the Italian heel. L’articolo è pieno di stupore e ammirazione per la  capacità dei contadini locali di rispondere a più esigenze con la costruzione della proprie abitazioni - in trulli land the native builds his dwelling and makes his field arabable in the same operation - nella terra dei trulli i nativi costruiscono le proprie dimore e rendono i propri campi arabili con la stessa operazione.

    Dice Wilstach :“al principio fui meravigliato dall’apparente spreco di materiale e di sforzo che il contadino faceva nel corso della costruzione del proprio trullo. Le sue pareti laterali infatti sebbene non superassero gli otto piedi di altezza, variavano in spessore dai cinque ai sette piedi. La spiegazione del fatto era semplice da una parte era dettata dall’urgenza del costruttore di liberare il terreno dalla roccia calcarea, al fine di trasformare quel suolo in terra da coltivare; dall’altra dalla necessità di difendersi dal soffocante caldo dell’estate e il problema di non disperdere il calore del focolare nella stagione invernale, non potevano che suggerire uno spessore simile per le pareti. Un’altra cosa abbastanza curiosa è sta nel fatto che anche nei trulli più larghi non si aprisse che una sola porta di ingresso e spiragli non più larghi di quindici pollici quadrati. La ragione non poteva che essere la stessa: difendersi dalle intemperie.”

    Già allora era chiara l’importanza della massa delle murature nella gestione degli estremi climatici.

    La pietra è un materiale con un’elevata capacità termica, lo strato intermedio fra le mura del trullo di terra e pietrame proveniente  dalla lavorazione forma uno strato isolante che aggiunge una massa significativa alla già pesante struttura delle due murature in pietra (esterna ed interna).

     


     

    Questa muratura così massiva con grande inerzia termica (Yie)* permette in estate di ritardare e abbattere l’onda termica (sfasamento e attenuazione) ed in inverno di disporre di un elevata massa posta verso l’interno ( Cip :Capacita termica aerica interna)*  che è in grado di accumulare calore , le pietre interne lentamente riscaldate dal calore del  fuoco del focarile (focolare) lo restituiscono quando il fuoco è spento. Inoltre l’elevata massa posta all’interno fa in modo in estate di accumulare sottraendolo  all’ambiente il calore in eccesso che viene prodotto dalle attività che si svolgono nel trullo, come il calore prodotto dalle persone o il calore del fuoco acceso per cuocere il cibo.  Quindi la grossa massa delle murature in pietra funziona come volano per la regolazione delle fluttuazioni termiche.

     Il trullo essendo molto compatto espone il minimo di superficie disperdente per il massimo volume climatizzabile, il rapporto di forma S (involucro) / V (volume riscaldato) che esprime la compattezza di un edificio è basso indice di una buona prestazione termica.

    Le finestre sono piccole quindi riescono ad entrare pochi  di raggi di sole. I raggi solari penetrando all’interno di un ambiente lo riscalda significativamente ed è per questo che le finestre rappresentano un punto delicato dell’involucro edilizio. Dovendo scegliere fra la luminosità interna e la protezione dall’apporto termico dei raggi solari nei trulli si è scelto di proteggersi dall’apporto termico creando delle finestre di piccole dimensioni incassate nello spessore del muro. 

    Il trullo è verniciato a calce, il bianco garantisce un’alta riflettanza dei raggi solari ( SRI indice di riflessione solare), questo permetteva di limitare il surriscaldamento dello strato esterno della muratura in pietra. 

    Grazie alla presenza del camino si genera un flusso d’aria che va dal basso dove si trovano la porta e le piccole finestre verso l’alto e nelle serate estive nel momento in cui l’area esterna raggiunge temperature più basse di quella interna l’ambiente può così essere raffrescato grazie all’effetto naturale dello spostamento d’aria.

    Il trullo è un efficace modello bioclimatico formato da secoli di esperienza.

     

    (*) La inerzia termica Yie (Yie = U*fd) è il prodotto tra il fattore di attenuazione (a) (fd [adimensionale]) e la trasmittanza termica stazionaria (U [W/mqK]) e rappresenta sia il grado di smorzamento che quello di sfasamento dell’onda termica proveniente dall’esterno.

    (*) la Capacità Termica Areica interna Cip è la capacità di un componente edilizio di accumulare carichi termici provenienti dall’interno

    (*) è un indice dipendente dalla riflettanza e dall’emissività di una superficie,  si  esprime in scala da 1-100 valutando la posizione rispetto al comportamento di una superficie bianca e di un corpo nero
     


     

    Dino D’arcangelo n.1 “Umanesimo della Pietra” 1978

    Francesco Romito n. 11 “Umanesimo della Pietra” 1988

    Pasquale Montanaro n°5 "Locorotondo, rivista di economia, agricoltura, cultura e documentazione" luglio 1989

     
     
     
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