Progettare la Luce Naturale

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  • Progettare la Luce Naturale

    Per un nuovo progetto in fase di  studio, stiamo cercando di ottimizzare l’utilizzo della luce naturale. C’è un ambiente profondo circa 8 metri e  vogliamo garantire una buona illuminazione quanto più omogenea  possibile in quanto la luce naturale è fondamentale per il benessere psico – fisico tanto negli spazi aperti che negli ambienti chiusi dove trascorriamo quasi il  90% del nostro tempo.

    Parlando con un collega come sempre si faceva riferimento al rapporto di 1/8 fra superficie apribile e superficie pavimentata .

    Quando si presenta un progetto l’unico indice a cui si fa riferimento è il rapporto aereo illuminante che deve essere pari ad un ottavo .

    In effetti questo indice è tutto quel che resta delle indicazioni date dal DM 05/07/1975 che all’art.5 riporta:

    “Tutti i locali degli alloggi, eccettuati quelli destinati a servizi igienici, disimpegni, corridoi, vani-scala e ripostigli debbono fruire di illuminazione naturale diretta, adeguata alla destinazione d'uso. Per ciascun locale d'abitazione, l'ampiezza della finestra deve essere proporzionata in modo da assicurare un valore di fattore luce diurna medio non inferiore al 2 per cento, e comunque la superficie finestrata apribile non dovrà essere inferiore a 1/8 della superficie del pavimento.”

    Il FmLD è il rapporto tra il livello di illuminamento (lux) che avrebbe una superficie posta all'esterno del locale, in una giornata di sole "coperto" (schermato dalle nubi) e il livello di illuminamento della superficie dell'ambiente interno.

    I fattori che influiscono sull’illuminazione sono diversi fra cui la dimensione, la forma e la distribuzione delle finestre ma anche altri più complessi. Ci sono vari programmi gratuiti per lo studio dell’illuminazione naturale che possono essere un valido aiuto nella progettazione e nella verifica della progettazione stessa: Velux, Relux, Dialux.

    Cercando un bella immagine per questo articolo ho trovato queste luminose mele che si protendono verso il cielo azzurro. L’immagine però è tutt’altro da quello che mi era sembrato all’inizio, in effetti è collegata ad un articolo su una finestra a led che riproduce la luce naturale del cielo grazie ad un combinazione di nano tecnologie e optical imaging. La perfetta simulazione è offerta in tre ambientazioni Nord Europa, Tropici e Mediterraneo. Il progetto (CoeLux) - che sottolinea  l’ importanza  della luce naturale tanto da cercarne un surrogato - costato dieci anni di studio e finanziato dalla comunità europea, è certamente ammirabile. Al di là di questo purtroppo  se penso di trovarmi in una stanza sotto l’illusione di uno splendente cielo artificiale mi sento trasformata in un essere a metà fra un vegetale da serra ed pollo in batteria. La tristezza di un mondo sintetico.

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